È la prima domanda di ogni telefonata, e quasi nessuno risponde subito. Non per reticenza commerciale: perché la risposta onesta a “quanto costa un sito web” dipende da cosa deve fare il sito, e a quel punto della conversazione non lo sa ancora nessuno.
Un sito che deve raccogliere richieste di preventivo e un sito che deve vendere trecento prodotti con varianti e spedizioni sono due oggetti diversi che condividono solo il nome. Chiedere quanto costa un sito è come chiedere quanto costa un veicolo.
Quello che possiamo fare è spiegare cosa sposta il prezzo, così da leggere qualunque preventivo con criterio.
1. L’obiettivo del sito
Un sito che serve a farsi trovare e ricevere telefonate ha esigenze diverse da uno che deve vendere online, che a sua volta è diverso da uno che deve gestire prenotazioni o accessi riservati. Ogni funzione aggiunge lavoro tecnico che non si vede sfogliando le pagine.
2. Quante decisioni sono già state prese
È il fattore che pesa di più e quello di cui non parla nessuno. Un’azienda che sa a chi si rivolge, cosa vuole ottenere e come vuole essere percepita fa risparmiare settimane. Un progetto che va deciso mentre si costruisce si allunga nelle revisioni, e le revisioni sono la voce che gonfia i preventivi.
3. I contenuti
Testi, fotografie e video prodotti apposta hanno un costo. Sono anche l’unica parte del sito che il visitatore guarda davvero. Usare immagini d’archivio riduce la cifra iniziale e riduce nello stesso momento la ragione per cui qualcuno dovrebbe fidarsi.
4. Le integrazioni
Collegamento con il gestionale, sistema di prenotazione, pagamenti, spedizioni, CRM. Ogni collegamento è lavoro che non compare in nessuna schermata ma esiste, e va mantenuto nel tempo. Se il tuo progetto prevede un gestionale su misura, ne parliamo nel caso studio un CRM costruito attorno al processo.
5. La misurazione
Impostare il tracciamento delle conversioni richiede poche ore e determina se tra sei mesi si potrà dire se il sito ha funzionato. È la prima voce che sparisce dai preventivi più economici, e quella la cui assenza si paga più cara.
6. Cosa succede dopo la consegna
Aggiornamenti, sicurezza, modifiche ai contenuti. Un sito che puoi aggiornare da solo e uno che richiede una chiamata per cambiare un numero di telefono hanno costi molto diversi, ma la differenza si vede l’anno dopo, non alla firma.
Cosa non dovrebbe mai mancare
Indipendentemente dalla fascia di prezzo, ci sono cose che un sito deve avere sempre: velocità di caricamento, struttura leggibile dai motori di ricerca, funzionamento corretto da telefono, possibilità di aggiornare i contenuti in autonomia, misurazione attiva dal primo giorno. Se uno di questi punti non compare nel preventivo, va chiesto prima di firmare. Sono gli stessi principi su cui costruiamo ogni sito web su misura.
Come si confrontano due preventivi molto diversi
Capita spesso di avere in mano due offerte lontanissime tra loro. La più bassa quasi mai contiene meno lavoro: contiene meno decisioni. Nessuna analisi iniziale, nessuna misurazione, nessun piano di aggiornamento, contenuti presi da un archivio.
Il costo vero non è la differenza tra le due cifre. È l’anno che passa prima di accorgersi che il progetto va rifatto, sommato a quello che nel frattempo non è stato venduto.
Le domande da fare prima di firmare
Chi scrive i testi. Chi produce le fotografie. Cosa succede se dopo la consegna serve una modifica. Come saprò se sta funzionando. Chi si occupa degli aggiornamenti tecnici tra sei mesi.
Le risposte a queste cinque domande dicono più della cifra in fondo al documento.
Un preventivo serio nasce da una conversazione
Un preventivo serio nasce dopo mezz’ora di conversazione, non prima. Raccontaci cosa deve fare il tuo sito e ti diciamo cosa serve davvero, e cosa puoi tranquillamente lasciare fuori. Prenota una consulenza gratuita e partiamo dalle domande giuste, non da una cifra buttata lì.
